La sagra dell’esclusiva apre a gennaio per Sony

Questo 2017 promette di essere l’anno di PlayStation 4, soprattutto se andiamo a considerare il gran numero di esclusive in dirittura d’arrivo sull’ammiraglia di Sony. Titoli come God of War e Horizon: Zero Dawn hanno tutte le potenzialità per causare slogature di mascelle e inguaribili calli alle mani, ma il colosso giapponese è ben conscio del fatto che non bastano due grossi tripla A per saziare l’inesauribile “fame di videogiochi” dell’affezionata utenza PlayStation. Ecco perché anche i titoli più piccoli – e con piccoli non intendo di minor qualità – godono di un’importanza strategica non indifferente per i piani della compagnia.

La “sagra dell’esclusiva” targata Sony è incominciata alla grande con l’uscita di Gravity Rush 2, Kingdom Hearts 2.8 e Yakuza 0 nel solo mese di gennaio. Sulle nostre pagine troverete a breve le recensioni degli altri due titoli succitati, ma oggi apriamo le danze con il seguito di Gravity Rush.

Gravity Rush 2 sarà riuscito nell’intento di ampliare i punti di forza di una delle migliori esperienze disponibili su PlayStation Vita, e a sfruttare degnamente la potenza della PlayStation 4? E’ tempo di rispondere a questi interrogativi.

gravity rush 2

Un nuovo inizio per la regina della gravità

La nostra Kat, un tempo conosciuta come “la regina della gravità”, è stata risucchiata da una violenta tempesta gravitazionale insieme all’amico Syd, e in questo secondo capitolo la ritroviamo alle prese con la sua nuova vita a “bordo” del villaggio volante di Banga. La sua carriera da minatrice, perché è questo ciò che è obbligata a fare per guadagnarsi da vivere, non è esente da un gran numero di pericoli e avversità, e questa volta non c’è nemmeno l’amica Raven a guardarle le spalle. Come se non bastasse, la tempesta gravitazionale le ha portato via anche Dusty, il gattino prodigio, di conseguenza Kat non è più in grado di alterare la gravità ed è costretta a contare sulle sue sole forze. Alla guida del villaggio volante c’è Lisa, una donna il cui cuore è stato irrimediabilmente segnato dai traumi e dalle difficoltà di un’esistenza difficile, che è disposta a sacrificare qualsiasi cosa per la sopravvivenza della sua gente. Il meraviglioso viaggio di Gravity Rush 2 ha veramente inizio quando avviene la riunione con Dusty, momento in cui Kat potrà nuovamente fare la differenza e combattere ad armi pari contro i Nevi, il malvagio “Consiglio” di Jirga Para Lhao e altri minacce inattese. Sto cercando disperatamente di sedare la mia natura di “spoiler man” patentato, quindi mi limiterò a dirvi che i personaggi del gioco sono ben caratterizzati e la trama, pur non eccellendo per imprevedibilità e originalità, riesce a strappare più di un’emozione. Un titolo del genere deve prima di tutto sorprendere dal punto di vista del gameplay per fare davvero centro, e quindi non ci resta che scoprire se gli sviluppatori Gravity Rush 2 siano riusciti a migliorare la formula già eccellente del primo capitolo…

… voglio dire, io l’ho già scoperto, dovete scoprirlo voi continuando a leggere.

gravity rush 2

Cadere verso il cielo

Il DualShock 4 vanta parecchie chicche tecnologiche… in teoria. Dico “in teoria” perché oltre al sensore di movimento sfruttato da Sucker Punch nel suo Infamous Second Son e a pochi altri esempi, le possibilità offerte dalla quarta incarnazione del pad ufficiale di Sony sono state praticamente snobbate dalla maggioranza degli sviluppatori. Gravity Rush 2, al contrario, sfrutta tutte le caratteristiche di Dualshock 4, con conseguenze eccellenti sul fronte del gameplay: il sensore di movimento ci permette di muovere a piacimento la telecamera quando Kat si ritrova a mezz’aria, il touch pad consente di passare agevolmente da una modalità gravitazionale all’altra e il microfono arricchisce l’esperienza con effetti sonori aggiuntivi. Una delle maggiori differenze rispetto al primo capitolo di Gravity Rush, oltre all’ovvio abisso tecnico, è rappresentata dall’introduzione delle sopraccitate modalità gravitazionali. La nostra eroina, tramite il completamento di missioni apposite, potrà acquisire la Gravità Lunare e la Gravità Gioviana che andranno ad ampliare sensibilmente il suo parco mosse. Grazie alla Gravità Lunare Kat riesce a compiere enormi balzi (in stile Alex Mercer di Prototype, per intenderci) ed eseguire dei calci spazio-temporali per moltiplicare drasticamente la possibilità di mettere a segno l’attacco. La Gravità Gioviana, invece, appesantisce Kat in stile “postumi da campionato di spaghetti alla carbonara”, ma in compenso le permette di eseguire dei salti tonanti (alla Delsin di Second Son) che terminano in un tripudio di oggetti frantumati e nemici spazzati via.

Tutti gli attacchi corpo a corpo sono potenziabili, cosi come il resto delle abilità, ma sono rimasti piuttosto basilari e di utilità marginale. Il potere che trae maggior vantaggio dall’hardware di PlayStation 4 è senza dubbio il campo di stasi, che riesce a sorprendere per la grande cura dedicata alla gestione della fisica. Kat può sollevare delle masse d’acqua e lanciarle contro i nemici ed eccelle nell’utilizzare con efficacia l’ambiente circostante: panchine, recipienti, materiali assortiti e via dicendo possono, all’occorrenza, trasformarsi in strumenti letali per abbattere facilmente anche i nemici più grossi. In questa nuova incarnazione della serie non avremo a che fare soltanto con i temibili Nevi ma anche contro agguerriti esseri umani, letali macchine in stile Metal Gear, e boss di ogni tipo e dimensione. Proprio su quest’ultimo punto il gioco riesce, inaspettatamente, a distinguersi dalla massa, e a regalare degli scontri epici contro indovinatissimi (e particolari) antagonisti.

Citando le parole della giovane eroina, Kat non vola ma “cade verso il cielo”. Questa frase non rappresenta soltanto la spiegazione in parole povere del suo potere ma è anche il punto cardine dell’intera esperienza di gioco. Il senso di verticalità del free roaming è encomiabile, e poter esplorare “cadendo” i diversi quartieri delle due città volanti è semplicemente esaltante. Le cose non vanno altrettanto bene quando ci si ritrova in spazi stretti, esempio perfetto del problema è la missione principale 12, perché controllare la telecamera in quel caso può diventare anche frustrante. Fortunatamente Gravity Rush 2 e “spazi stretti” sono, in pratica, due concetti agli antipodi, quindi non ci troviamo di fronte a un inconveniente in grado di inficiare la fruizione del gioco.

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Bello non vuol dire fotorealistico

Se il remake di Ratchet and Clank tende allo stile dei capolavori firmati Pixar, Gravity Rush 2 si avvicina alle migliori produzioni del cinema d’animazione giapponese. I differenti quartieri di Hekseville e Jirga Para Lhao sono traboccanti di dettagli e realizzati con assoluta maestria. Ciascuno di questi, partendo dal più povero fino ad arrivare alla sede dei malvagi membri del consiglio di Jirga Para Lhao, riflette la classe sociale dei cittadini che lo popolano: la cosa è sottolineata ulteriormente dalla scelta degli sviluppatori di identificare ciascun quartiere con un pezzo della colonna sonora. Gravity Rush 2 non è soltanto la storia di una dolce eroina ma è anche un racconto di conflitti intestini, dissapori fraterni, ed episodi di discriminazione. I pieni 1080p donano alle splendide ambientazioni una pulizia ancora maggiore, e i 30 fps quasi granitici vengono affiancati da un delicato effetto motion blur che amplifica la sensazione di fluidità. Di grande impatto anche le animazioni e la fisica degli oggetti in tempo reale, che necessitava dell’hardware di PlayStation 4 per potersi esprimere al meglio delle sue possibilità. L’ultima opera di Keiichiro Toyama convince anche per longevità e ricchezza di contenuti: le missioni primarie – se ne contano più di 20 – sono lunghe e ben articolate e vengono accompagnate da missioni sfida, da lunghe sessioni d’esplorazione finalizzate alla raccolta dei preziosi cristalli necessari a potenziare le abilità di Kat, e dalla possibilità di interagire con gli altri giocatori online grazie alla modalità “caccia al tesoro”. L’offerta ludica è ulteriormente impreziosita dalle decine di missioni secondarie, ma la qualità è altalenante e alcune potevano essere tagliate via dal gioco senza problemi: pubblicizzare un gelato o intraprendere una missione stealth in un titolo che non prevedere meccaniche di questo genere… beh, non è esattamente il massimo.

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Concludendo…

Gravity Rush 2 è di gran lunga migliore del predecessore sotto ogni aspetto e riesce a sfruttare a dovere la maggior potenza della console casalinga di Sony. Le missioni principali sono ben orchestrate e riescono a brillare con ancor più intensità grazie alle nuove possibilità offerte dal gameplay e alla splendida veste grafica. Si tratta di un titolo incredibilmente longevo, con una mappa 2,5 volte più grande rispetto a quella del precedente capitolo piena di cose da fare, che riuscirà ad appagare gli amanti dei videogiochi non canonici e i cercatori di piccole perle. Certo alcune missioni secondarie potevano essere riviste, o eliminate del tutto, ma è anche vero che difetti trascurabili non possono mettere in ombra la freschezza e l’intensità di questa seconda avventura di Kat, Raven e compagni.

In breve

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Ha conseguito una laurea triennale in fotografia, cinema e televisione e, attualmente, si dedica a tempo pieno alla divulgazione dell’arte audiovisiva definitiva: il videogioco. Gira e sceneggia cortometraggi, video di dubbia sanità mentale con The Gentlemen e cura il canale YouTube “Lo Spazio di Donte”. Assieme ai compagni d’arme in Cyberludus.com e VG24/7.it, cerca di crescere nel campo del giornalismo videoludico ma, mal che vada, continua a coltivare il sogno proibito: costruire un insieme di piattaforme in mezzo al mare senza il controllo di governi, sistemi e religioni… Outer Heaven.