Riflessioni Pericolose è una rubrica che nasce per offrire ai nostri lettori un punto di vista scanzonato, irriverente e satirico su alcuni aspetti “critici” dell’attuale panorama videoludico.

Signore e signori, salve.

Oggi parleremo con estrema calma e lucidità di alcuni trucchi che usa il GameStop (inteso come un’entità dotata di vita propria) per far spendere un po’ di soldi in più agli utenti di tutto il mondo.

Se durante la vostra vita avete messo piede almeno una volta all’interno della catena di videogiochi più famosa del mondo, allora potete stare tranquilli perché sapete già tutto.

Se invece non conoscete minimamente questa azienda, allora forse è meglio fare un po’ di attenzione.

Perché anche se non credete nel GameStop, lui crede in voi.

Bisogna subito precisare che esistono vari trucchi in grado di prendere alla sprovvista molte categorie di persone tra le quali figurano i casual player, i genitori che entrano nel GameStop per fare i regali ai propri figli (o magari ai figli di altri), i bimbetti che comprano i giochi con i soldi di papà, le persone che non conoscono minimamente il mondo dei videogiochi ma entrano nel GameStop per fare un regalo a qualcuno o qualcosa, i giocatori skillati che però si fanno comunque intortare dai vari commessi e poi tante altre categorie di cui anche tu sicuramente fai parte.

Comunque, ecco qui una rapida e pratica e rapida (ma soprattutto pratica) guida da condividere praticamente ovunque per mettere in guardia le fasce di utenti più a rischio.


Ritiro giochi usati: Quando porti un gioco usato, il commesso valuta prontamente il suo valore grazie all’utilizzo di un modernissimo pc al cui interno è installata la versione più recente di Windows 98. Il valore del tuo gioco può variare da un massimo di 20-25 euro a un minimo di 5-10 centesimi.
È bene precisare che i giochi valutati 25 euro sono quelli usciti il giorno prima a un prezzo di mercato che varia dai 75 agli 80 euro sonanti.
Senza contare che per farsi valutare il gioco 25 euro, bisogna espressamente richiedere al commesso di usare “l’offerta dei due giochi usati valutati 25 euro l’uno per averne uno nuovo al modico prezzo di 20 euro”.
Se poi malauguratamente vai in un GameStop con 7-8 giochi usati (in realtà nuovi perché usciti solo il giorno prima) ma non chiedi di usare l’offerta dei due giochi usati valutati 25 euro l’uno per averne uno nuovo al modico prezzo di 20 euro, automaticamente tutti i tuoi giochi verranno valutati in una fascia di prezzo compresa tra i 5 euro e i 5 centesimi.


La Game Protection: Quando compri un gioco, il commesso ti dice prontamente che pagando solo 1,50 euro in più (o magari 2-3-4-5 euro a seconda del valore del gioco), puoi assicurarlo anche se lo spezzi in due. Nessuno però ovviamente ti dice che tutti i giochi hanno la garanzia, quindi se il prodotto non funziona può essere sostituito in tempo zero (basta lo scontrino). Sì, è vero, la Game Protection dura tipo due anni… ma c’è qualcuno a cui è servita?


Il gioco nuovo che non è inscatolato (quindi non è nuovo): Questo trucco riesce spesso a fregare anche i giocatori più skillati che ogni volta pensano di entrare in un GameStop e farla franca senza capire che invece sono stati intortati ancora una volta.
Quando compri un gioco da GameStop, il commesso inizia prontamente a cercare un disco all’interno di un cassetto per poi piazzartelo (il gioco eh non il cassetto) dentro una custodia già aperta. Il GameStop chiama questa pratica arcana il trucco dell’ultima copia esposta, ma non devi farti fregare. Ogni volta che compri un gioco da GameStop, chiedi sempre se è sigillato. Se la risposta è negativa, vai in un altro negozio dove vendono i giochi nuovi senza prima aprirli.


Il consiglio magico: Questo purtroppo è un trucco in cui cadono praticamente tutti i genitori del mondo quando entrano in un GameStop.
Quando la tipica signora di 45-50 anni leader del MOIGE (l’associazione che cambia le frasi dei cartoni animati da ho voglia di ucciderti a ho voglia di farti la bua) chiede a un commesso quale gioco deve acquistare per far felice suo figlio, il GameStop aumenta del 350% i propri guadagni.
Il commesso infatti, sfruttando la ghiotta occasione, propina alla signora tutti i giochi che nessuno compra (ma lei sì) da circa 15 anni.
La signora del MOIGE così, dopo aver speso circa 1600 euro in cagate, torna a casa felice sapendo che suo figlio passerà le giornate su giochi PEGI 3 pieni di unicorni rosa che vomitano arcobaleni.
La signora ovviamente non sa che in realtà suo figlio di 10 anni passa le giornate sui vari social network facendosi disintegrare il cervello dalle Web Star. Per fortuna però (sempre il figlio della signora del MOIGE) spende anche molto tempo libero per seguire gli AVN Awards e capire così chi ha vinto le categorie Best Anal Sex Scene, Best Oral Sex Scene e Best Group Sex Scene. Io comunque tifo Jenna Haze.


I due centesimi di resto: Ultimo nell’elenco ma sicuramente non per importanza, il trucco dei due centesimi di resto è la solida base sui cui ruota l’intera economia del GameStop.
Il commesso del negozio infatti, subito dopo aver arraffato i tuoi soldi, ti chiede se vuoi donare i due centesimi di resto in beneficenza. Non importa se in realtà hai pagato la cifra esatta, perché in ogni caso dopo ogni acquisto i commessi ti chiederanno sempre cosa vuoi fare di quei fottuti due centesimi.
Tutti ovviamente sanno che i soldi non vanno in beneficenza ma vengono usati dal GameStop per comprare le armi con cui rifornire i signori della guerra di tutto il mondo.

Sapete cosa vi dico?

La prossima volta che entrate in un GameStop, fate una bella cosa.

FUGGITE, SCIOCCHI!

 

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Odia i giochi facili e anche quelli troppo poco difficili. Gioca a tutti i videogiochi ma proprio tutti, tranne quelli di calcio e quelli di macchine. Anche se è ricercato dalle organizzazioni segrete più pericolose di tutto il mondo, nel tempo libero scrive per vari siti tra cui Cyberludus. Per alcuni è un genio (del male?) visionario. Per tutti gli altri è solo un povero pazzo.