La risposta di Square Enix a Pokémon?

Quando hai tra le mani una serie come Final Fantasy, che nei suoi quasi trent’anni di vita ha sfornato numerosi capitoli in grado di attirare milioni di giocatori in tutto il mondo, è più che comprensibile il voler sfornare numerosi titoli spin off in grado di sfruttare la scia del successo della serie madre. E, nel corso degli anni, Square Enix ne ha prodotti parecchi, basti pensare alla serie simil-picchiaduro Dissidia, ai titoli per mobile device come Record Keeper, o alla deriva strategica vista nello spin-off Tactics.

Ma qualcosa come World of Final Fantasy non ha precedenti.

Il titolo sviluppato da Tose, infatti, punta a creare qualcosa di completamente nuovo nel panorama del brand, una commistione del vecchio caro ATB visto nei capitoli monocifra a meccaniche facilmente riconducibili alla sempreverde serie Pokémon di Nintendo, il tutto con una massiccia dose di fan service.

Sarà un esperimento riuscito?

World of Final Fantasy
Fidatevi, combattere in squadra con mostri storici della serie Final Fantasy come i Tomberry e i Behemoth dà le sue soddisfazioni.

Oh, ma allora è proprio vero che chi non muore si rivede

La storia di World of Final Fantasy ci catapulta nei panni di Lann e Reynn, due giovani gemelli appena ridestatisi dopo uno strano sogno. Ben presto i due si accorgeranno di trovarsi in una città sì familiare, ma completamente disabitata. Solo l’incontro con la misteriosa Enna Kros riuscirà a fare un pizzico di luce sulla vicenda. I due gemelli sono in realtà due famosi custodi di Miraggi, creature magiche che popolano il mondo di Grymoire. O perlomeno lo sono stati. Sì perché i due hanno perso ogni memoria del passato, e solo avventurandosi nel mondo di Grymoire riusciranno di riacquistare i ricordi e loro facoltà da custodi.

Da qui inizierà un’avventura che, seppur non priva di misteri e moderati colpi di scena, non verrà certo ricordata per una regia da Oscar o per la profondità dei suoi temi. Ma questo non era di certo l’obiettivo degli sviluppatori, che hanno piuttosto puntato su una storia leggera, a tratti spensierata e ricca di gag e humor.

Bastano poche ore, comunque, per capire che con World of Final Fantasy Tose ha voluto puntare sul fattore nostalgia dei fan di vecchia data, proponendo un mondo di gioco letteralmente farcito di personaggi, città e persino dungeon provenienti dalla saga di Final Fantasy. Addentrarsi in un famoso reattore, incontrare un burbero cadetto SeeD e visitare un Castello nel deserto, il tutto nel giro di poche ore, sarà una vera gioia per l’animo tenerone degli estimatori.

I fan sicuramente sprizzeranno gioia da tutti i pori nel rivedere uno dei loro personaggi preferiti o rivisitare una location che gli è rimasta nel cuore, ma anche i neofiiti potranno divertirsi, visto che conoscere a menadito la serie non è, fortunatamente, un requisito essenziale per godersi World of Final Fantasy.

World of Final Fantasy
Sbloccando l’apposita abilità sarà possibile cavalcare alcuni Miraggi. Ok, non otterrete nessun vantaggio all’atto pratico, ma non morite dalla voglia di andare a zonzo in groppa a un Molboro?

Uniti siamo più forti, ma in pila lo siamo anche di più!

World of Final Fantasy mescola gli elementi classici della serie a meccaniche simili a quelle che abbiamo imparato ad amare nella serie Pokémon.

Sul campo di battaglia Lann e Reynn saranno affiancati dai Miraggi con cui potranno collaborare formando due Pile, ovvero delle colonne viventi formate da uno dei personaggi e due creatore. Ogni Miraggio ha una propria taglia e, di conseguenza, un posto preciso all’interno della pila. I mostri di taglia L si troveranno sempre alla base, quelli di taglia M al centro della pila e infine nella parte superiore quelli di classe S. Anche i due protagonisti avranno una determinata taglia, che varierà da M a L in base a quale delle due forme, Jigante o Lillichina, assumeranno.

Combattere in pila non comporta un numero maggiore di alleati su cui fare affidamento durante lo scontro, ma piuttosto farà sì che tutte le statistiche dei membri della colonna vengano sommate, creando un unico, formidabile, essere. E lo stesso vale anche per le abilità e resistenze elementali e alle alterazioni. “Impilate” un Miraggio e un personaggio in grado di usare entrambi la magia Ignis, e otterrete la ben più potente magia Ignira, mentre impilando due creature resistenti al gelo la loro resistenza a questo tipo di attacchi verrà raddoppiata (occhio però, lo stesso principio vale anche per le debolezze). Infine alcune combinazioni particolari potrebbero sbloccare delle abilità uniche, premiando coloro che avranno voglia di sperimentare.

Per poter ottenere i Miraggi bisognerà prima catturarli tramite il comando Imprisma, a patto di soddisfare delle particolari condizioni, che saranno differenti per ogni creatura. All’inizio per catturare la maggior parte dei Miraggi basterà indebolirli con attacchi semplici, ma ben presto le cose si faranno più complicate, con creature che per essere catturate dovranno prima subire danni di un determinato tipo di elemento oppure essere colpite da uno specifico status alterato.

Ogni Miraggio potrà potenziarsi tramite la sua personale griglia di sviluppo che, pur essendo molto lineare, ricorda molto la Sferografia di Final Fantasy X. Aumentando di livello guadagneremo dei punti tecnici che sarà possibile investire per sbloccare una nuova abilità, un bonus passivo o un’abilità da campo per il nostro mostriciattolo. Gran parte dei Miraggi potrà inoltre cambiare forma. Ad esempio un Behemoth, Miraggio di Taglia L e ostico avversario della serie Final Fantasy, soddisfacendo particolari condizioni potrà trasformarsi in un mini Behemoth di taglia M, con la possibilità di accedere a un nuovo ramo di sviluppo, conservando al tempo statistiche, bonus passivi e parte delle abilità imparate nella forma precedente. Il processo è reversibile ogni volta che accederemo al Prismario, una specie di deposito dove conserveremo i Miraggi catturati, dandoci quindi la possibilità di adattare la forma e la taglia di un Miraggio in base alle necessità.

Questo, unito a quanto detto in precedenza sulle abilità in Pila, conferisce una libertà di approccio notevole, regalando ulteriore profondità a questo particolare sistema. D’altronde, nonostante sia possibile completare l’avventura solo con le prime creature che cattureremo, World of Final Fantasy spinge il giocatore ad utilizzare combinazioni differenti e a variare spesso i membri della propria squadra, talvolta mettendo l’utente di fronte a dungeon pieni zeppi di nemici deboli a un determinato elemento, talvolta inserendo dei semplici enigmi ambientali che potranno però essere risolti solo con l’ausilio di determinate creature.

Tuttavia, se da una parte il sistema di cattura e allevamento dei Miraggi è ben strutturato, la gestione di Lann e Reynn lascia un po’ a desiderare: non sarà quindi possibile dotare i due eroi di nuove armi e armature, e la loro crescita deriverà solo dall’incremento automatico delle statistiche ad ogni passaggio di livello e dalle Miragemme, pietre che se equipaggiate doneranno nuove abilità.

È comunque innegabile che la struttura di gioco ideata da Tose funziona alla grande, con un sistema di combattimento e di gestione dei Miraggi solido, adatto ai neofiti ma allo stesso tempo in grado di soddisfare i giocatori più “vissuti”, con quel pizzico di febbre da “Acchiappali Tutti!” della serie Pokémon che di certo non guasta.

Purtroppo, però, prima di poter saggiare a pieno le potenzialità di World of Final Fantasy, bisognerà fare i conti con delle prime di ore di gioco fin troppo zelanti sul fronte tutorial, caratterizzate da lunghissimi dialoghi che intaccano tremendamente il ritmo di gioco.

World of Final Fantasy
Come i protagonisti, anche gli avversari potranno combattere in pila, diventando ancor più coriacei e agguerriti che mai.

Un mondo in miniatura

Togliamoci subito il dente: World of Final Fantasy non offre di certo un comparto grafico “all’ultimo grido” su PS4 (la piattaforma di riferimento per questa recensione). Chiaramente il titolo è stato pensato più per una console portatile come PS Vita, motivo degli evidenti limiti tecnici del gioco. La mole poligonale non è certo delle migliori, tuttavia il gioco si risolleva grazie a uno stile chibi – che può piacere o meno, per carità – estremamente curato e azzeccato per la tipologia di gioco ideata da Tose. Un grande plauso va fatto, invece, alla colonna sonora, che vanta splendidi riadattamenti di alcune delle più celebri tracce composte da Nobuo Uematsu e dagli altri compositori della serie Final Fantasy, nonché una serie di tracce originali di ottima qualità realizzate appositamente per il gioco.

Qualche problemino con la localizzazione in Italiano, con sottotitoli che spesso non corrispondo a quanto detto dai personaggi. Una scelta a volte necessaria per dare senso a battute altrimenti incomprensibili, ma che in altri casi sembra più una licenza poetica di cui, probabilmente, si poteva fare a meno.

Per quanto riguarda la longevità ci assestiamo su ottimi livelli: parliamo di almeno 30 ore se deciderete di correre come razzi per tutta la durata dell’avventura, ma di più, molto di più, se approccerete il gioco con calma, cercando di catturare ogni Miraggio che vi capita davanti, completando tutte le quest secondarie, le sfide dell’arena e le altre attività secondarie.

Infine, segnaliamo anche la presenza di una componente multiplayer che permette di scambiare i propri mostriciattoli con quelli di altri giocatori, e di sfidarli in scontri all’ultimo Miraggio. Purtroppo, essendo il gioco arrivato sui negozi europei solo oggi, non abbiamo avuto la possibilità di incontrare tantissimi allenatori… ehm, Custodi di Miraggi, ma facciamo fatica a credere che la modalità in questione riuscirà a crearsi una community numerosa di “scambisti”. Contrariamente a quanto succede nella serie Pokémon, non esistono creature esclusive, evoluzioni da innescare solo con gli scambi, o Miraggi talmente rari da costringere i giocatori a buttarsi sul baratto online, rendendo, di fatto, gli scambi un’operazione fine a sé stessa. Decisamente più interessante, invece, la componente competitiva, che permette di imbastire scontri tra due squadre formate esclusivamente da due pile di soli mostri, ma solo il tempo ci dirà se il gioco sarà in grado di fare breccia nei cuori della community.

World of Final Fantasy
“E il premio per la miglior marchetta va….” Ok a parte gli scherzi, questo è solo un esempio dell’umorismo che pervade World of Final Fantasy.

Concludendo…

Word of Final Fantasy è un tuffo nei ricordi per tutti gli amanti della serie fantasy di mamma Square Enix. Sotto la patina di fan service, si nasconde però una produzione estremamente valida, caratterizzata da un gameplay dalle basi robuste e in grado di catturare sia grandi che piccini, veterani della serie e neofiti. Sempre a patto di stringere i denti per le prime ore, forse un po’ troppo blande, e glissare sui difetti di una trama sì ricca di umorismo, ma debole e colma dei cliché tipici delle produzioni giapponesi.

In breve

  • Genere: Gioco di ruolo
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 28 ottobre 2016
  • Sviluppatore: Tose
  • Distributore:
  • Publisher: Square Enix
  • Pegi:

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