Event [0] – Recensione

Lost In Space


Lo spazio ha da sempre esercitato un immenso fascino sull’essere umano, al punto da spingerlo a mandare in orbita non solo astronauti provenienti da diverse parti del mondo, ma anche sonde e satelliti. Ma cosa accadrebbe se accidentalmente si rimanesse bloccati lassù, a chilometri di distanza dal nostro amato pianeta? Ecco è a questa domanda che in parte tenta di rispondere l’ultima fatica di Ocelot Society. Nei panni di un essere umano intrappolato in una stazione spaziale, il giocatore sarà costretto a cooperare con l’intelligenza artificiale che controlla l’intera struttura per trovare un modo di tornare sulla Terra. Questo, in sintesi, è il leitmotiv su cui poggia l’originale storia scritta dagli sceneggiatori del team di sviluppo, una trama che affonda le radici nel sempre più delicato rapporto uomo-macchina, andando a ripescare tematiche già viste nella fantascienza di Asimov, o in produzioni appartenenti ad altri media, come ad esempio nei film Io Robot e Ex-Machina. I dialoghi che avrete con Kaizen85 (questo il nome dell’IA) sono scritti così bene che a tratti avrete davvero la sensazione di stare a parlare con un essere umano, nonostante il dialogo avvenga, di fatto, tra voi e una “semplice” intelligenza artificiale. Un’IA con la quale, arrivati alla fine del gioco, avrete stabilito un legame a metà strada fra l’illusorio e il reale. Si tratta di una dinamica “metaludica” di non poco conto, specialmente se si considera la natura sfaccettata e complessa di tutti quei temi che gravitano attorno a correnti come quella del transumanesimo o del cyberpunk, entrambe pilastri della produzione fantascientifica.

 

Event [0]

 

Enigmi a gravità 0

Il gameplay di Event [0] poggia le sue basi sulla risoluzione di enigmi ambientali più o meno complessi, per i quali sarà fondamentale riuscire ad ottenere i giusti aiuti da Kaizen85, onde evitare di restar bloccati ore ed ore su uno stesso punto. Per questo sarà molto importante esplorare ogni anfratto della stazione spaziale, in modo da poter recuperare le password, i codici, e gli indizi sparsi in giro per le varie stanze. Attenzione però, perché trattandosi di un gioco completamente in inglese, sarà molto importante assicurarsi di scrivere in modo corretto le domande che sottoporrete a Kaizen, o potreste avere serie difficoltà a procedere nel gioco. Peccato inoltre per un pessimo bilanciamento della difficoltà degli enigmi, che passano da molto semplici a frustranti nel giro di pochissimo tempo, fattore quest’ultimo che potrebbe scoraggiare i giocatori meno pazienti. A metà fra il walking simulator, l’avventura testuale e il puzzle game, il gameplay messo in piedi da questo team di sviluppo riesce comunque a distinguersi dalla massa, prendendo una direzione completamente diversa rispetto ad altre produzioni dello stesso genere. Le ottime idee messe in campo con Event [0] presentano tuttavia qualche neo, a cominciare da un sistema di controllo davvero scomodo e poco intuitivo, difficile da digerire, e da una prima persona che invece di aumentare l’immersività del gioco, finisce con creare una barriera molto spessa fra il giocatore e il mondo di gioco. Altra nota dolente è la longevità del titolo, davvero ridotta all’osso, sulla quale si poteva e doveva sicuramente lavorare di più, specie se si considera l’ottima sceneggiatura e le sue complesse tematiche. Dispiace constatare, inoltre, la scarsa interattività degli ambienti di gioco che, proprio in virtù dell’importanza dell’esplorazione, sarebbe stata un’aggiunta non di poco conto.

 

Event [0]

 

Anche all’occhio la sua parte

Graficamente parlando il titolo presenta una modellazione poligonale abbastanza buona, anche se il vero punto di forza restano gli effetti di luce e particellari, davvero ben fatti, nonostante la natura indie del titolo. In titoli che fanno dell’esplorazione una delle componenti fondamentali dell’esperienza, la direzione artistica gioca un ruolo fondamentale, e gli sviluppatori di Event [0] sembrano esserne perfettamente consapevoli, dato che hanno ben pensato di miscelare elementi futuristici ad altri provenienti direttamente dall’immaginario fantascientifico degli anni ’80. Di conseguenza i terminali tramite i quali interagirete con Kaizen somiglieranno molto a dei vecchi Commodore, mentre alcune delle stanze che visiterete sembreranno quasi essere fuori contesto, vista la natura fortemente fantascientifica dell’opera.

 

Event [0]

 

Concludendo…

Nonostante lo si possa finire in circa 4 ore, Event [0] è un titolo che merita di essere giocato almeno una volta (specie da chi ha una certa padronanza con l’inglese), in quanto tratta tematiche complesse e intricate persino per un media maturo e in costante crescita, come quello del videogioco contemporaneo. Il titolo di Ocelot Society, in ultima analisi, si conferma come una produzione sicuramente non per tutti i palati, vista la complessità degli enigmi proposti, la particolare tipologia di gameplay e una mancata localizzazione nella nostra lingua, cosa quest’ultima che rischia di tagliare fuori gran parte dell’utenza solitamente interessata ad opere di questo tipo. Va altresì detto che, proprio per questa sua particolare natura, bisognerebbe quanto meno dargli una possibilità. Potreste ritrovarvi per le mani un titolo in grado di trasmettervi qualcosa, portandosi via, al contempo, un pezzo di voi.

 

In breve

  • Genere: Avventura/Puzzle
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 14 settembre 2016
  • Sviluppatore: Ocelot Society
  • Distributore: Ocelot Society
  • Publisher:
  • Pegi:

Condividi
Articolo precedenteWarhammer 40.000: Eternal Crusade – Recensione
Prossimo articoloEarthlock: Festival of Magic – Recensione