Torment: Tides of Numenera – Anteprima

Incubi da un futuro passato

Torment: Tides of Numenera è un titolo che non ha bisogno di presentazioni. Dal suo annuncio il gioco ha ricevuto una pletora di consensi, e ha raggiunto in brevissimo tempo tutti gli obiettivi posti dagli sviluppatori di inExile nella campagna Kickstarter. Da qualche settimana è disponibile su Steam una versione beta del gioco che, grazie all’ormai collaudato sistema dell’Early Access, ci ha permesso di mettere le mani sull’erede spirituale di Planescape Torment (1999).
Torment: Tides of Numenera è arrivato su Steam carico delle aspettative di tutti i giocatori desiderosi di approfondire una storia nata quasi un ventennio fa, e ambientata in uno dei mondi più interessanti dell’universo di Dungeons & Dragons, ovvero Planescape, una realtà multidimensionale ideata dal grande scrittore “ruolistico” Monte Cook. Ad affiancare questo guru del gioco di ruolo cartaceo nello sviluppo della controparte videoludica, troviamo nomi del calibro di Kevin Saunders (Neverwinter Nights 2), Chris Keenan (produttore di Wasteland 2) e Brian Fargo (Wasteland 2, Fallout e Bard’s Tale). Le premesse per un prodotto in linea con le (alte) aspettative ci sono tutte, specialmente se pensiamo che il gdr Numenera ha vinto il premio come gioco di ruolo dell’anno nella scorsa edizione del Play!, il festival modenese dedicato ai giochi da tavolo.

Torment: Tides of Numenera

“The first was a product line I worked on a long time ago called Planescape. It was a setting full of mystery. It never allowed itself to be pinned down. Planescape was weird and wild and imaginative. It was a setting about mood and ideas and amazing vistas more than it was about nailing down every little detail. It experimented with narrative voice and different kinds of presentation that stressed story, emotion, and flavor. So I knew it could be done.” (Monte Cook nell’introduzione del volume di Numenera).

Numenera: Dreaming of the future

Selvaggia, strana e immaginifica sono le parole con cui Monte Cook definisce la prima avventura di Planescape: Torment, un gioco di ruolo che, pur condividendo molti elementi di gameplay con Baldur’s Gate, è stato apprezzato per motivi in gran parte differenti. Planescape era infatti più riflessivo e lasciava meno importanza alla raccolta di oggetti e artefatti magici, concentrandosi, invece, sullo sviluppo della storia e dei personaggi. Il mondo in cui si svolge la vicenda di Torment: Tides of Numenera sembra seguire le orme del suo predecessore, e sin dalle prime battute appare evidente l’intento del team di sviluppo di porre l’accento sull’esperienza ruolistica, prediligendo l’esplorazione, i dialoghi e la fallibilità delle azioni dei personaggi. La vicenda si svolge nel Ninth World, una versione della Terra che dopo un miliardo di anni è stata stravolta da una nuova Pangea e ha visto alternarsi, nel corso dei secoli, otto grandi civiltà. Al culmine del suo splendore, il nostro pianeta è stato il centro di un impero galattico che univa numerose razze aliene. La gente del nono mondo, però, vive adesso in un’epoca pseudo-medievale arricchita dalla tecnologia di questi popoli ormai estinti. Questo impero tecnologico è, infatti, ormai un ricordo del passato, i cui anacronistici lasciti sono misteriosi monoliti posti in mezzo al nulla, ex laboratori di ricerca, personal computer, cristalli psionici, portali verso altri mondi, farmaci rivoluzionari, nanomacchine e manipolazione genetica. In Numenera si trovano infatti le rovine di tutti e otto i mondi precedenti, reliquie di un passato a cui gli arretrati abitanti del Nono Mondo attribuiscono connotazioni magiche e religiose. Tra analogie e ispirazioni al ciclo di Shannara di Terry Brooks, l’autore di Numenera ha saputo mescolare due generi molto diversi, quello fantasy e quello fantascientifico, sviluppando un mondo ricco e variegato.

Torment: Tides of Numenera

 

Il Dio Cangiante

In questo universo a metà strada tra tecnologia e magia esiste un essere chiamato Changing God, una creatura che sopravvive allo scorrere del tempo sfruttando il corpo e la vita di un ospite, per poi trasferirsi in un altro corpo quando il primo cessa di vivere. L’ennesimo ospite di questa creatura, l’ultimo Castoff, è proprio il personaggio che incarneremo nell’avventura di Torment: Tides of Numenera. Non appena apriamo gli occhi, siamo quindi sommersi da ricordi ed esperienze nascoste nei recessi della nostra memoria, qualcosa che non abbiamo provato noi stessi, ma che rappresentano le esperienze passate di questo Dio egoista e manipolatore. Così, iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di storie fantastiche, facendo scelte che, gradualmente, trasformano la nostra personalità e i nostri poteri. Questa è una delle costanti che abbiamo potuto osservare in questa beta: tutto ciò che ci circonda o con cui interagiamo ha una giustificazione narrativa, ed è inteso che le decisioni del giocatore, anche quelle fredde e prettamente numeriche, come l’assegnazione di un numero ad una capacità, hanno un loro specifico significato all’interno della storia.

Torment: Tides of Numenera

 

Getting started

Il gameplay di Torment: Tides of Numenera è piuttosto “semplice” e si discosta da ciò a cui siamo abituati sia sullo schermo che sulla carta. Il sistema di gioco si basa su tre attributi principali: Might (Forza), Intellect (Intelletto) e Speed (Velocità), ai quale si aggiunge l’Effort (Sforzo) che può incrementarne il valore in occasioni specifiche. Quando ci troviamo, ad esempio, di fronte ad una sfida, che può essere una semplice azione come buttare giù una porta o affrontare/persuadere un PNG, questo valore può offrirci un vantaggio temporaneo per quanto riguarda quella determinata azione. Ovviamente questa opzione ha un costo, e pertanto può essere utilizzata molto di rado.
Alcuni esempi di come il gioco esprime il suo potenziale li troviamo, ad esempio, all’interno del tempio dell’Ordine della Verità (un gruppo di maestri mistici di Numenera) o nell’esecuzione dei criminali nella città di Sagus Cliffs. Questi individui vengono portati al patibolo nella piazza principale della città e, con l’ausilio di un farmaco, gli vengono indotte delle allucinazioni che pian piano prendono vita e si estendono con i propri tentacoli attorno alla vittima, che lentamente viene soffocata mentre la sua mente è preda di incubi inimmaginabili. Quando il condannato muore, un membro dell’ordine di O’hur Dendra ne divora il corpo così da assorbirne i ricordi e le esperienze.
All’interno dell’Ordine della Verità, invece, possiamo osservare monitor e apparecchiature elettroniche, provette, fonti di energia sconosciute e un certo numero di cristalli del quale non conosciamo le caratteristiche. Alcuni di questi elementi risveglieranno specifiche memorie del nostro Dio interiore, ma la maggior parte sono messi lì con l’unico intento di creare la giusta atmosfera per farci immergere fino alle orecchie in questo affascinante mondo.

Torment: Tides of Numenera

 

Lo stile di Torment: Tides of Numenera

Il comparto grafico di Torment: Tides of Numenera è ricco di tinte accese, diverse dalla palette di colori a cui siamo abituati nelle ambientazioni fantasy. Le animazioni e lo stile grafico generale ricordano molto da vicino Pillars of Eternity, e questo non può che essere un punto a favore. Dal momento che il motore di gioco è lo stesso del titolo Obsidian possiamo immaginare il risultato finale e, allo stesso tempo, aspettarci che Torment: Tides of Numenera superi lo stato acerbo in cui si trova e raggiunga l’ottimo livello di altri titoli del genere, come Shadowrun e Wasteland 2.
Per quanto riguarda il sonoro, è d’obbligo un fragoroso applauso ai compositori, perché il gdr di inExile gode di una colonna sonora forte dello stesso fantastico sound del titolo originale e, anche se bisognerà aspettare l’uscita, il buon doppiaggio inglese beneficerà dei sottotitoli in italiano, cosa non comune negli ultimi tempi.

Concludendo…

Torment: Tides of Numenera si basa su di un concept solido, un sistema di gioco ben pensato e, soprattutto, una storia e dei personaggi che ricordano da vicino le atmosfere del vecchio Planescape: Torment. Quella provata è una versione beta che, come prevedibile, soffre di diversi bug e possiede un solo ambiente di gioco. Non sappiamo esattamente quali modifiche o aggiunte verranno fatte dagli sviluppatori di inExile nella release finale ma le premesse, a questo punto, ci sembrano piuttosto incoraggianti.