Street Fighter V – Recensione

Si torna a fare a botte

Essere un fan di Street Fighter mi mette, al momento, in una posizione piuttosto scomoda. Sia in virtù del fatto che recensire qualcosa che si ama e si gioca da quando si è piccoli impone una “neutralità critica” tutt’altro che facile, sia perché, per la prima volta in vita mia (eccezion fatta per l’orribile Street Fighter 3D), sento vacillare la mia fede nella qualità della serie.
Nonostante ritenga Capcom una delle ormai poche software house giapponesi ancora capaci di tener fede a quella sorta di “spirito nazionalistico” (con annesse inventiva e potenza immaginifica tipiche degli sviluppatori orientali) è innegabile che questo, non di rado, sia stato collocato in secondo piano, trascurato, scavalcato dalle nuove esigenze del mercato di massa (si pensi a quanto accaduto con Devil May Cry e Resident Evil). C’è da dire, tuttavia, che una volta constatato l’errore, Capcom ha sempre provato a riportare sulla retta via i suoi prodotti, facendo dei clamorosi – e talvolta opinabili – passi indietro.

street-fighter-v-1-15
Anche Street Fighter, prima di subire il grande rilancio col quarto capitolo della saga, ha attraversato questa complessa fase di “confusione”. Sinceramente, attraversando tutto questo, ho avuto modo di constatare un’unica grande verità: se da una parte le quattro differenti versioni del gioco immesse sul mercato hanno lasciato qualche perplessità sulla effettiva capacità di Capcom nello sviluppare un prodotto veramente completo in vista del day-one, dall’altra hanno avuto il grosso merito di cancellare ogni possibile dubbio su quanto questa software house sappia essere imprecisa ed, evidentemente, avara.
Andando oltre, è indubbio che con il quarto (e splendido) capitolo, milioni di giocatori, vecchi e nuovi, abbiano avuto molta sostanza della quale godere.
Ora, dopo quasi sette anni, è arrivato il momento del capitolo V.
Come andrà a finire?

Nuovo capitolo, meno sostanza

Questo nuovo episodio segue lo stampo del precedente, mantenendo gli stilosissimi personaggi in 3D all’interno di uno scenario bidimensionale. I combattenti a nostra disposizione saranno sedici, con qualche nuova e interessante aggiunta e, ovviamente, i classici mostri sacri.
Allo stato attuale delle cose, le modalità principali consistono in una breve modalità storia, suddivisa in quattro scontri per personaggio e narrata attraverso degli intermezzi disegnati, in aggiunta a una modalità sopravvivenza, che consiste nel continuare ad affrontare incontri su incontri fino al raggiungimento di nuovi record.

11-Chunli-Fireball.0

In aggiunta alle suddette, caratterizzate dall’approccio single player, si segnalano un’immancabile modalità versus (nella quale sarà possibile sfidare localmente gli amici), oltre che, ovviamente, l’online, suddiviso tra “partite amichevoli” e “ranked”.
Una simile schematizzazione delle features di gioco è probabilmente discutibile, ma inevitabile per potermi ricollegare al discorso affrontato a inizio recensione. Il problema è evidente: Street Fighter V è scarno di contenuti. In una situazione simile, le assenze di una modalità fondamentale come l’arcade, del dojo con annesso tutorial completo, oltre che di una “vera” storia sufficientemente longeva e con almeno un nuovo nemico segreto (e anche di qualche bonus stage) pesa come un macigno, segnando assai negativamente la profondità di gioco.
Carenze simili, di certo, non possono essere giustificate dalla sola presenza di alcuni miseri contenuti (seppur apprezzabili) quale per esempio il negozio (tra l’altro ancora non disponibile) con i relativi costumi aggiuntivi: non è sufficiente e non può esserlo in alcun modo.

street-fighter-v-screen-5

Come facilmente prevedibile, buona parte dei contenuti appena elencati dovrebbero essere rilasciati durante i prossimi mesi, sotto forma di aggiornamenti gratuiti.
Suona familiare? Certo che si: esattamente come succede con i giochi in versione alpha, Street Fighter V verrà “rimpolpato” con il passare del tempo. L’unica fondamentale differenza, rispetto agli alpha, è che il prezzo del gioco, in questo caso, è intero!
A prescindere poi da tutte le belle promesse fatte, sia chiaro: in quanto critico, non posso esimermi dal valutare il gioco per quello che è in questo momento, pensando prima di tutto a coloro che andranno a spendere almeno 50 euro per acquistarlo.

Poche storie: a oggi, Street Fighter V è ben lontano dall’essere un videogioco sufficientemente profondo e longevo.

Un nuovo stile di combattimento

A rendere lo stato delle cose ancor più amaro e difficile da digerire, va ad aggiungersi il fatto che Street Fighter V dispone di un modello di combattimento eccellente, in questo capitolo impreziosito dall’aggiunta della barra V-Gauge, capace di offrire nuove tattiche e combinazioni: i personaggi, infatti, tramite il suo utilizzo, disporranno di abilità uniche che andranno dall’esecuzione di contrattacchi fino a mini power-up, attraverso l’uso di quella stessa combinazione di tasti che nel precedente capitolo era invece dedicata alla mossa focus (in questo capitolo rimossa).

SFV_screens_18
Quando questa barra del V-Gauge raggiungerà il suo apice sarà possibile attivare un power-up momentaneo (in rari casi anche una vera e propria mossa unica) che, oltre ad aumentare i danni dei nostri colpi, migliorerà le abilità dei personaggi. Secondariamente, sarà presente anche la barra EX , che ci permetterà di potenziare l’effetto base delle mosse.
Queste e altre novità andranno quindi ad arricchire le combo di Ryu e soci, ancora in forma nonostante il passare degli anni e pronti ad “accogliere” calorosamente le già menzionate new entry, ben introdotte e “caratterizzate” grazie a uno stile di combattimento sufficientemente ricercato e unico, sulle orme, forse, di alcuni personaggi del passato (lo stile di Necalli, per fare un esempio, ricorda molto quello di Blanka).
Approvato il comparto multiplayer, collaudato a dovere: (s)fortunatamente, ho avuto modo di farmi prendere a botte dai recensori di tutto il mondo senza lag o problemi di sorta. L’online, va detto, è in costante aggiornamento. Come prevedibile, è capitato più volte che i server venissero riattivati o sottoposti a degli stress test, ma considerando che si trattava degli ultimi giorni prima della release, un rodaggio finale è pienamente comprensibile.

Street-Fighter-V-screens

Per quanto riguarda ancora le partite ranked, al giocatore verrà richiesta la creazione di un profilo oltre che la selezione del lottatore preferito, automaticamente selezionato prima di ogni scontro e dotato di specifici parametri riguardanti il bilanciamento offensivo e difensivo, costantemente aggiornati in seguito a ogni duello.
Tecnicamente ottimo, Street Fighter V consente al giocatore di percepire nettamente il salto generazionale, mettendo su schermo dei personaggi realizzati magistralmente grazie alla potenza poligonale dell’Unreal Engine 4 e alle capacità artistiche di casa Capcom.
Anche gli scenari, questa volta, hanno ricevuto una maggiore cura estetica, presentando, inoltre, degli elementi interattivi (è possibile, per esempio, sfondare le pareti).
Un comparto grafico di prim’ordine, dunque, capace di mostrare appieno tutte le sue potenzialità sul nostro PC, con ogni dettaglio al massimo, senza incappare in alcun problema di ottimizzazione.

Per quanto riguarda questo aspetto, brava Capcom.

Concludendo…

In definitiva, Street Fighter V risulta essere un gioco ancora incompleto, forte di tutte le ottime basi alle quali la saga da sempre ci ha abituati, ma, ahimè, carente di contenuti effettivi. Il solido gameplay della serie è ancora lì, ulteriormente migliorato da aggiunte interessanti e calibrate, così come è validissimo il comparto tecnico, forte di un salto generazionale chiaramente percepibile. Peccato solo che il gioco, allo stato attuale, non si discosti molto – a livello contenutistico – dalle varie sessioni Beta avviate nel corso dello scorso anno. Appare evidente come Capcom abbia deciso di fare dell’online la componente principale del titolo, dedicando a questo specifico aspetto maggiori attenzioni che in passato: i server, infatti, al momento risultano stabili e funzionanti. Tuttavia, soltanto il tempo saprà dirci se questi ultimi saranno in grado di reggere il pesante carico conseguente “l’arrivo” di tutti i giocatori, soprattutto in vista dell’ambiziosa idea di creare un online comparto online cross-platform tra i giocatori PC e PS4.