Pillars of Eternity: The White March (1) – Recensione

Pillars of Eternity: The White March

In viaggio verso Biancamarca

Pillars of Eternity ha offerto ai veri appassionati di giochi di ruolo un fortunato ritorno alle origini. Il gioco ha centrato l’obiettivo, dichiarato, di rifarsi al capostipite più riuscito del genere, ovvero Barldur’s Gate, presentando un gdr di sicuro appeal sia dal versante videoludico che da quello cartaceo. Una seconda giovinezza che non sembra arrestarsi e, sebbene sia in progetto un seguito, Obsidian prosegue lo sviluppo del gioco presentando un’espansione suddivisa in due parti e ambientata nelle gelide lande del nord. Dichiaratamente ispirato ad Icewind Dale, cui alcuni membri del team hanno lavorato, Pillars of Eternity: The White March Parte 1 approfondisce la storia con nuove missioni nelle terre innevate di Eora.

Sei davanti ad un oggetto rettangolare che emana una luce multicolore. Al suo interno si alternano forme e colori che ti ricordano le immagini viste in un libro poco più di trent’anni fa. Il tomo, forgiato dalla mente del cantore Gary Gigax e dal suo compagno di avventure Dave Arneson, sfoggiava tutti i colori presenti nello spettro del rosso, ricordi chiaramente il suo nome: Dungeons & Dragons. Quel momento ha segnato la tua vita e adesso che rivedi le fantasmagoriche figure illustrate nel libro riflesse su questo artefatto magico ne rimani impressionato e incuriosito. Hai la possibilità di interagire con esso effettuando con successo un tiro nostalgia con classe difficoltà 15. Cosa fai?…

Pillars of Eternity: The White March (1)
Mappa di Biancamarca

Tra gelidi venti del nord

Pillars of Eternity: The White March Parte 1, si sviluppa parallelamente alla storia originale e può essere giocata in qualunque momento successivo al completamento del secondo atto, diversamente da quanto annunciato dagli sviluppatori che invece hanno indicato inizialmente il primo atto. Scaricata l’espansione e avviato il gioco, il guardiano della fortezza di Caed Nua avvertirà il giocatore di una missiva giunta dall’innevato villaggio di Stalwart che altro non è che una richiesta di aiuto. Senza approfondire più del dovuto le motivazioni che hanno spinto i popoli del Nord a chiedere aiuto, il gruppo è chiamato a mettersi in viaggio alla volta della White March – un chiaro riferimento alle Marche d’Argento dell’ambientazione Forgotten Realms di Dungeons & Dragons – sino a giungere alla fatiscente cittadina che ricorda l’Eastheaven di Icewind Dale.
Gli abitanti di questo avamposto si trovano sotto assedio da un gruppo di Ogre ben organizzato e munito di armi devastanti. Il party giunge giusto in tempo per evitare la carneficina e viene immediatamente coinvolto nella ricerca della chiave per entrare nell’antica fucina e miniera dei nani chiamata Batteria di Durgan, dove un tempo veniva estratto e forgiato un metallo resistente e raffinato, l’acciaio di Durgan. Questo prezioso metallo potrebbe risollevare le sorti economiche e militari dell’intera regione, riportando il White March ai fasti di un tempo.
Nonostante la storia non aggiunga nulla di nuovo alle vicende principali, che si concludono terminando Pillars of Eternity, lo scenario innevato di Biancamarca è piacevole da giocare e ben sviluppato. La Biancamarca è ricca di scontri impegnativi che porteranno all’estremo le abilità tattiche del giocatore, soprattutto di fronte a nemici come il drago di ghiaccio, pertanto equilibrare il gruppo e sfruttare le abilità di ogni personaggio è fondamentale per non morire ripetutamente ad ogni scontro.
Cragholdt Bluffs, la seconda location dell’espansione che si svolge nella Foresta di Dyr, è una zona per personaggi di alto livello e si sviluppa esclusivamente sullo scontro continuo, risultando utile per acquisire esperienza e far avanzare i personaggi al livello 14. L’aggiunta di artefatti mitici, come la Soulbound Weapon, aggiunge nuove opzioni per migliorare le abilità del gruppo e, allo stesso tempo, permette di incrementare i danni. Queste armi vengono permanentemente associate al personaggio e sbloccano bonus aggiuntivi attraverso l’uccisione di uno specifico tipo di creatura o seguendo una strategia ben definita.
Le avventure nella Biancamarca non sono fatte soltanto di combattimenti e di esplorazione, ma introducono nuove sequenze scriptate e due nuovi personaggi. Il primo con cui i giocatori faranno la conoscenza è Zahua, un monaco guerriero proveniente da un ordine ascetico che predica la dottrina dell’alienazione sociale e del sacrificio rituale. Caroc, la seconda potenziale recluta, è un costrutto dal carattere cinico e dal passato turbolento.
Il lavoro di character design svolto da Obsidian appare più curato rispetto al gioco principale e rivela una direzione creativa e divertente così come è altrettanto appagante aggiungere al gruppo due classi, il monaco e il costrutto, che ridimensionano e diversificano l’esperienza di gioco.
Pillars of Eternity: The White March, inoltre, adatta la classe di difficoltà degli scontri in base al livello dei componenti del gruppo, per cui è possibile dirigersi verso il villaggio di Stalwart in qualunque momento. Cragholdt Bluffs è l’unica zona sconsigliata a personaggi di livello inferiore al decimo.

Pillars of Eternity: The White March (1)

Alla ricerca dell’antico e fiorente impero dei nani

L’espansione The White March, mostra un tono più riflessivo e filosofico rispetto alla storia originale. La ricerca di armi magiche si rivela un ottimo metodo per incentivare i giocatori a risolvere le missioni secondarie anche se, nel complesso, l’espansione si rivela più snella, meno consistente e senza alcun impatto nelle vicende narrate nei quattro atti della storia principale.
Le ultime patch disponibili risolvono in larga misura i numerosi bug cui è affetto il gioco sin dalla sua uscita. La patch 2.0 (e soprattutto la successiva 2.02), disponibile per tutti i giocatori di Pillars dal lancio dell’espansione, introduce diverse novità tra cui la possibilità di scegliere il comportamento di ogni singolo personaggio. Si può scegliere quanto un personaggio sia libero di comportarsi (offensivo, difensivo e neutro) alla scelta di quali abilità specifiche della classe di appartenenza, lasciando all’intelligenza artificiale il compito di guidare il personaggio nei diversi combattimenti di gioco, senza dover necessariamente mettere il gioco in pausa ogni qual volta si incontrano nemici, anche se questa opzione rimane caldamente consigliata.
Come è accaduto per il gioco originale, i nuovi scenari sono altamente dettagliati e rispecchiano in modo perfetto lo stile dell’ambientazione innevata. L’introduzione di elementi legati al clima più freddo sono in netto contrasto con quanto il giocatore ha visto sinora e rappresentano un cambio di stile che rinnova le ambientazioni più calde e lussureggianti delle terre più a sud di Eora. I nuovi mostri e le creature che è possibile incontrare attraversando queste fredde lande spaziano dai giganti di giaccio ai lupi selvaggi sino all’incontro con il magnifico drago dei ghiacci.
Il clima che si respira su Biancamarca è sicuramente piacevole e, considerando che i giocatori vagheranno per circa 20 ore prima di risolvere la storia principale e tutte le sue subquest, nel suo complesso è un acquisto obbligato soprattutto per coloro che non hanno acquistato il titolo originale o per chi vuole cominciare una nuova run dall’inizio della storia. Il gioco, infatti, risulta maggiormente godibile se giocato dall’inizio piuttosto che dall’ultimo salvataggio prima del dungeon finale della storia.

Pillars of Eternity: The White March (1)

Conclusioni

Pillars of Eternity: The White March Parte 1 aggiunge diversi elementi degni di nota a chi ha apprezzato il titolo; una nuova location ispirata dall’ambientazione più famosa di Dungeons & Dragons, due nuovi personaggi da aggiungere al gruppo e diverse sfide impegnative, rappresentano un valido motivo per aggiungere questo contenuto alla propria libreria di Steam. Il continuo lavoro di Obsidian per risolvere i vari bug e una ricerca instancabile per rendere l’esperienza di gioco unica, divertente e impegnativa sono aspetti volti a soddisfare tutti gli appassionati di fantasy. L’intero progetto ha dimostrato, e continua a farlo, quanto il design dei vecchi giochi di ruolo basati sull’Infinity Engine sia adatto per lo sviluppo dei giochi moderni. Amate i giochi di ruolo? Avete giocato Baldur’s Gate fino allo stremo? Siete semplicemente appassionati di D&D? Se appartenete a queste tipologie di giocatori Pillars of Eternity e la sua espansione The White March non possono sfuggirvi.

Pillars of Eternity: The White March (1)

In breve

  • Genere:
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 25 agosto 2015
  • Sviluppatore: Obsidian Entertainment
  • Distributore: Steam
  • Publisher: Paradox Interactive
  • Pegi:

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