James Bond 007: Blood Stone – Recensione

Quello di “007” è uno dei brand cinematografici più longevi di sempre che, dagli anni ’60 ad oggi, ha dato vita a parecchie, nonché prolifiche produzioni su pellicola, in grado di ammaliare e conquistare generazioni di fan. Di recente memoria è quella datata “anni ’90”, senz’altro fortunata nell’assistere al culmine del brand grazie ad una delle trasposizioni “da Cinema a Videogioco” più riuscite in assoluto: “GoldenEye 007”, una delle maggiori killer application uscite all’epoca su Nintendo 64 . Ma di lì a poco, purtroppo, ci sarebbe stato un susseguirsi anonimo di tie-in targati EA e nulla più, almeno fino al cambio di volto da parte dell’agente segreto per eccellenza, che ha visto un più “glaciale” Daniel Craig prendere il posto di Pierce Brosnan. Ma non solo: “volto nuovo, licenza nuova”; e così da EA si è passati ad Activision . Nel 2008, infatti, dopo l’esordio di Craig in “Casino Royale”, è stata una branchia del team Treyarch a riportare in auge le avventure virtuali di James Bond, grazie alla discreta trasposizione del sequel “Quantum of Solace”. Da allora sono trascorsi due anni e assieme all’esordio di “GoldenEye 007” su Wii, remake “libero” del capolavoro originale targato Rare , un terzo episodio “next-gen” fa ora la sua comparsa su PC e console HD. Blood Stone 007 , che a tutti gli effetti rappresenta un titolo “stand-alone”, porta con sé la firma di Bizzarre Creations , la stessa responsabile della serie “Project Gotham Racing” e del più recente “Blur”. Scopriamo allora quali sorprese ci riserva questa nuova avventura di “Bond. . . James Bond!”

Dalla Grecia con Amore!

La trama di Blood Stone 007 prende piede in quel di Atene, nel corso di una festa cittadina che vede interessati i più importanti esponenti politici e militari della Grecia. Il nostro agente segreto, naturalmente, si trova lì in missione, incaricato di sventare un imminente attentato missilistico da parte di un gruppo di terroristi capeggiati da Greco . Quest’ultimo è più che un “business man” (o uomo d’affari): controlla infatti una pericolosissima frangia del terrorismo internazionale, ben organizzata e così potente da permettersi una testata nucleare. Il nostro obiettivo, naturalmente, sarà quello di impedire a Greco di attivare quella testata: se ci riuscirete, bene, vorrà dire che avrete superato il prologo del gioco; il giorno dopo, infatti, sarete contattati dalla “Dott.ssa M”, la quale vi incaricherà di seguire le tracce di una pericolosissima organizzazione criminale, ramificata al punto da costringere James Bond a spostarsi da un capo all’altro del mondo. Nel corso dell’avventura, infatti, vi ritroverete a scorrazzare per le affollate vie ed i grotteschi sotterranei di Istanbul, per le sfarzose “architetture” di Monaco, fino a giungere presso le gelide steppe Siberiane. Nel frattempo, naturalmente, farete la conoscenza dell’immancabile “Bond-girl” di turno, che vi accompagnerà lungo una storia caratterizzata da un intrecciarsi semplice e diretto.

E’ qui, in un certo senso, che interviene la prima nota dolente del gioco. Per quanto gli sviluppatori si siano sforzati nel realizzare una trama inedita, che potesse risultare slegata da qualsiasi altro episodio della serie, sia in ambito cinematografico che videoludico, Blood Stone 007 presenta una struttura narrativa decisamente lineare. Anzi, fin dalle battute iniziali, l’impressione è che manchi proprio qualcosa, un qualcosa che possa anche solo lontanamente adempiere al significato di “ritmo”. A mancare è proprio un ritmo narrativo dai tratti distintivi, che accenni quel po’ di pathos necessario per stimolare il giocatore a seguire con interesse le vicende. Tutto questo non avviene, se non in minima parte, ma solo grazie ad una presenza protagonista, quella di Daniel Craig, che conferisce un po’ di carisma ad un contesto altrimenti particolarmente scialbo e anonimo. Evidentemente Bizzarre Creations , visto anche il suo “repertorio” quasi esclusivamente racing, non è (ancora) avvezza allo sviluppo di titoli che, prima di ogni altra cosa, richiedono un certo spessore narrativo. Certo, non è da bocciare in toto quanto proposto da Blood Stone 007 , che vanta comunque di scene altamente cinematografiche, ma uno sforzo in più termini di originalità avrebbe reso più interessante l'”esordio” di Bizzarre in ambito “action” (soprattutto dopo la breve e sottovalutata parentesi di “The Club”).

Un agente segreto standard

Se la trama risulta semplice e lineare, lo stesso si può dire per il gameplay. Pregio o difetto? Entrambe le cose. Un pregio per gli sviluppatori, ma più un difetto per gli “utilizzatori finali”. E’ probabile che l’idea di cimentarsi in un action/shooter, quasi per la prima volta in modo serio, generasse tra gli sviluppatori curiosità, ambizione e timore al tempo stesso. Un fattore, quello “paura”, sì giustificabile visti i precedenti, ma non al punto da immobilizzare la creatività di un team prestigioso come Bizzarre Creations . L’apatia e la “freddezza” che derivano dall’intro iniziale di gioco, fanno quasi da filo conduttore ad un gameplay altrettanto piatto e “arrangiato”. L’immediatezza, spesso, è anche “fonte” di divertimento; tuttavia, in Blood Stone , il divertimento scema molto presto: vuoi per una struttura lineare vuoi per un’evidente monotonia delle azioni, vi ritroverete ad affrontare passivamente gli scontri a fuoco, anche a causa di un’IA nemica non proprio all’altezza di un’operazione segreta. I comandi di gioco rientrano nell’ordinario, con qualche variante sul fronte “corpo a corpo” e “fuoco istantaneo”. La prima componente offre un approccio piuttosto semplice, in linea con le accennate meccaniche stealth di cui gode il gioco: per come quest’ultimo è strutturato, infatti, il sistema di copertura rappresenta il fattore predominante del gameplay. Aggirare una copertura, avvicinarsi silenziosamente verso un nemico posto dietro una sporgenza e quant’altro, favoriscono un uso frequente della funzione “corpo a corpo”, attivabile mediante la pressione di un singolo tasto. Per quanto concerne gli scontri a fuoco, invece, gli sviluppatori hanno inserito una funzione di “fuoco rapido”, tra l’altro strettamente legata all’uso del “corpo a corpo”. Tra i vari indicatori presenti su schermo, infatti, ve n’è uno relativo al numero di tentativi (in tutto tre) che è possibile compiere durante uno scontro: tre uccisioni corpo a corpo riempiono, dunque, le tre tacche del “fuoco rapido”. Una volta attivata questa funzione, James Bond concentrerà la mira su un singolo nemico, dando vita ad una classica sequenza “bullet-time” durante la quale basterà premere il grilletto e mandare il colpo a segno.

Purtroppo però, tanto per citare una canzone nostrana, “Tutto il resto è noia”. E’ vero, il gioco è anche condito da frequenti sessioni a bordo di veicoli, immancabili gli inseguimenti a bordo dell’Aston Martin da 007, ma certamente non bastano per spezzare la ripetitività di un gameplay che non offre nulla di nuovo e che si avvale, semplicemente, degli standard tipici del genere senza alcuna ambizione. In Blood Stone vi limiterete a seguire linearmente i classici “obiettivi missione”, i prevedibili movimenti nemici e a far fuoco su questi con armi del tutto convenzionali. Pistole silenziate, mitra leggeri e fucili da cecchino, costituiscono un arsenale comunque vario e personalizzabile. I gadget da 007 si fermano principalmente ad uno scanner, in grado di scansionare l’ambiente circostante e rivelare la presenza di nemici nelle vicinanze o di oggetti extra da raccogliere, quali documenti d’intelligence utili a fornirci ulteriori informazioni su armi, storia e personaggi. Un gameplay, insomma, all’insegna dello “standard” e di un approccio spiccatamente arcade. Non che quest’ultimo aspetto sia un male, anzi; c’è da dire, però, che avrebbe sicuramente trovato miglior ristoro all’interno di ambientazioni più varie dal punto di vista strutturale. Peccato, soprattutto perché il gioco, non essendo particolarmente longevo ed impegnativo, regala momenti di (passiva) distrazione.

Forse Bizzarre si sarebbe dovuta concentrare sul single player, prima di allestire un impianto multiplayer che, sulla scia della campagna in solitaria, mantiene “basso” l’interesse da parte del giocatore. Le modalità disponibili sono il “Team Deathmatch”, “Objective” e “Last Man Stand”: se la prima vi suona familiare, così come la seconda, all’interno della quale i due team (Mercenari e M16) si contenderanno tre obiettivi per ogni mappa giocata, la terza prevede un classico scontro a squadre, al termine del quale vince la squadra con l’ultimo, o gli ultimi, giocatore/i sopravvissuto/i. Qui conterà molto la strategia di squadra, poichè ogni giocatore avrà a disposizione una sola “vita”. Tuttavia, anche affrontando il multiplayer si respira un’aria di assoluta piattezza, di “già vissuto”: fattore, quest’ultimo, da imputare come causa principale ad un possibile e precoce abbandono della “community online”.

Filtri segreti

Almeno dal punto di vista tecnico, Blood Stone 007 si salva in calcio d’angolo: per quanto gli sviluppatori si siano serviti del classico filtro “sporco” per mascherare i difetti di un motore grafico forse un po’ datato, alcuni ambienti risultano piuttosto curati, luminosi e artisticamente piacevoli, come gli scorci marittimi di Atene o le “fuggevoli” vie urbane di Istanbul. Il tutto, però, si ferma al mero aspetto estetico: i modelli poligonali dei personaggi, e relative animazioni, risultano alquanto superficiali, eccezion fatta per Daniel Craig naturalmente. Il frame rate, invece, si mantiene quasi sempre stabile sui 30fps, garantendo così una fluidità di gioco più che accettabile, soprattutto nelle fasi “racing”. Una nota dolente, purtroppo, riguarda il doppiaggio: oltre ad essere esclusivamente in inglese, sia parlato che sottotitoli, quest’ultimo si presenta sottotono e privo di carisma. Persino Daniel Craig non supporta il suo alter-ego virtuale come dovrebbe. Ottima la colonna sonora, supportata da una Joss Stone in forma e dalla voce sempre calda e sensuale, oltre che accompagnata dal classico tema musicale della serie 007.

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Conclusioni

Peccato davvero: da Bizzarre Creations ci saremmo aspettati un titolo “diverso”, non perché questo Blood Stone non funzioni. Dopo l’esperimento di “The Club”, gli sviluppatori avrebbero potuto continuare sulla strada della sperimentazione. Tuttavia, ci troviamo di fronte ad un prodotto confezionato senza particolari ambizioni, a tratti divertente, ma fin troppo “standard” per differenziarsi dalla massa. Uno sparatutto in terza persona che mischia fasi stealth e racing senza rinnovare un gameplay che propone meccaniche sì semplici ed immediate, ma alla lunga ripetitive. Un titolo consigliato solo ed esclusivamente a prezzo “budget”.

In breve

  • Genere:
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: ND
  • Sviluppatore: Bizarre Creations
  • Distributore: Activision
  • Publisher: Activision
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